1 gennaio 2013

Caligola

CALIGOLA
da Camus
(calendari//foto//informazioni// schede su www.danzamda.it)
drammaturgia Maccagnano/Tringali/Gatti
regia e coreografia Aurelio Gatti
musica originale Lucrezio deSeta
scena e costumi capannone Moliere
con Luna Marongiu, Sara Rossi, Marica Zannettino
Sebastiano Tringali, Claudio Casadio, Valentina Capone
e quindici anziani senatori

Ma non sono pazzo e posso dire perfino di non essere mai stato così ragionevole come ora. Semplicemente mi sono sentito all'improvviso un bisogno di impossibile. Le cose così come sono non mi sembrano soddisfacenti. [...] È vero, ma non lo sapevo prima. Adesso lo so. Questo mondo così com'è fatto non è sopportabile. Ho bisogno della luna, o della felicità o dell'immortalità, di qualcosa che sia demente forse, ma che non sia di questo mondo.

Dal Caligola opera teatrale di Albert Camus, elaborato in diverse versioni dal 1937 al 1958. Testo incentrato sul delirio del potere, rappresentato per la prima volta a Parigi nel 1945. Camus lavorò a questo testo nel corso di vent'anni – dal 1937 fino alla versione "definitiva" pubblicata nel 1958. La rielaborazione fu profonda: le tre stesure definitive presentano rilevanti differenze. Nella versione del 1941 acquistano rilievo i personaggi dello schiavo Elicone e del letterato Cherea, filosofo materialista che fa da antagonista allo stesso imperatore.

L’opera inizia con la scomparsa di Caligola in seguito alla morte della sorella/amante Drusilla, un personaggio chiave sul quale gravita la “trasformazione” dell’imperatore, che viene descritto dai senatori come un principe ideale: un condottiero, generoso e amato dal popolo, ma con un difetto, amava troppo la letteratura. La narrazione di Camus è molto veloce come la trasformazione dell'imperatore... Caligola è in preda alla pazzia ma con i suoi comportamenti influenza e mette nella condizione di interrogarsi : costringe a pensare , mette in pericolo la normalità,... il dramma di Camus si conclude con il discorso in cui Caligola comprende che la felicità è irraggiungibile ma anche il dolore non ha senso perché nulla dura a lungo. In questa sintesi la libertà perché non si è più soggetto ai ricordi o alle illusioni, ma anche la consapevolezza del “vuoto” : Caligola si rende conto di essere vuoto, non possiede niente, nemmeno la paura della morte dura molto e ciò che gli resta, come dice lui stesso, è solo “un grande buco vuoto nel quale si agitano le ombre delle mie passioni”.

BATRACOMIOMACHIA LA BATTAGLIA DEI TOPI E DELLE RANE


Di Giacomo Leopardi
con Natalino Balasso – voce narranteClaudio Carboni - sassofoniCarlo Maver - bandoneon
Pasquale Mirra - vibrafono
Musiche di Carlo Maver e Claudio Carboni

Una produzione Festival della Commedia Antica di Marzabotto
a cura di Simonetta Monesi

in collaborazione con Teatria srl
Distribuzione Gershwin Spettacoli Booking & Management - Via Tonzig, 9 - 35129 Padova
Responsabile agenzia Andrea Zangirolami 348/9491132 - fax: 049/7929412 e-mail: info@gershwinspettacoli.com
www.gershwinspettacoli.com


La "Battaglia dei topi e delle rane" (Batracomiomachia) è un poemetto pseudo omerico, probabilmente di epoca ellenistica: lo stile omerico delle grandi battaglie, dei duelli, delle sfide fra i guerrieri viene imitato alla perfezione e piegato a una ridicola guerra fra topi, rane e granchi.
La Batracomiomachia è uno dei pochi testi pervenutici integri di quel filone di poesia parodica e scherzosa che dovette avere non poca diffusione probabilmente in ogni epoca della letteratura greca. La guerra dei topi e delle rane, in particolare, recupera tematiche, scene e motivi dell’epica arcaica sovvertendoli in chiave di parodia. Così, ad esempio, i concili degli dèi, la rassegna dei guerrieri, le esortazioni e le scene di battaglie con particolare attenzione dedicata alle varie tipologie di morte fanno parte del bagaglio tradizionale dell’epica, con speciale riferimento all’Iliade (ad esempio la trappola per topi è definita "inganno di legno" con evidente riferimento al cavallo di Troia), e trasferite nel contesto dei combattimenti tra topi e rane producono un notevole effetto di straniamento. Allo stesso modo, i combattenti sono modellati sui guerrieri greci e troiani che combatterono intorno a Troia. Funzione parodica ha soprattutto il lessico, anch’esso derivato dalla tradizione epica, ma rielaborato con iperboli e procedimenti di accumulo, come nella descrizione dei granchi, che vengono presentati da una serie lunghissima di aggettivi composti.
Testo amatissimo, sulla cui attribuzione nei secoli i filologi si sono divisi (e molti lo hanno considerato opera originale di Omero). Questo testo è impreziosito dalla traduzione in forma poetica fluente e ricca di Giacomo Leopardi.
Sul palco la voce narrante di Natalino Balasso e le musiche di un trio d'eccezione – composto da Claudio Carboni ai sax, Carlo Maver al bandoneon e Pasquale Mirra al vibrafono – rievocheranno in maniera inedita questa battaglia in uno spettacolo assolutamente da non perdere.


Note biografiche di Natalino Balasso
Attore, comico e autore di teatro, cinema, libri e televisione, debutta nel 1990 in teatro, nel1998 in televisione, nel 2007 al cinema e pubblica libri dal 1993. Scrive e rappresenta numerosi spettacoli tra cui la commedia Dammi il tuo cuore, mi serve (2003) i monologhi Ercole in Polesine (2004), La tosa e lo storione (2007), L’Idiota di Galilea (2011), Stand Up Balasso (2011) e insieme a una giovane compagnia rappresenta Fog Theatre (2009) un colossal teatrale di dieci spettacoli da lui scritti.
Interpreta spettacoli per la regia di Gabriele Vacis, Libera Nos (2005), Viaggiatori di pianura-tre storie d’acqua (2008), Rusteghi–i nemici della civiltà (2011) e per la regia di Paolo Valerio e Piermario Vescovo La bisbetica domata (2009). Con Jurij Ferrini interpreta Aspettando Godot (2012) per la regia dello stesso Ferrini. Pubblica una raccolta di racconti: Operazione buco nell’acqua (Sperling & Kupfer 1993) e  tre romanzi: L’anno prossimo si sta a casa (Mondadori 2004), Livello di guardia (Mondadori 2007), Il figlio rubato (Kellermann 2010). Nel 2012 pubblica Dio c’è ma non esiste (Editori Riuniti 2012). Al cinema lavora con Gianni Zanasi Non pensarci, con Carlo Mazzacurati La giusta distanza e La Passione, con Massimo Venier Generazione mille euro, con Federico Rizzo Fuga dal call center. Per la televisione recita nella fiction Padri e Figli  (G.Zanasi e G.Albano) e nel film Il segreto dell’acqua (R.De Maria). Il canale di Rai 5 trasmette gli spettacoli Ercole in Polesine (febbraio 2011), Dammi il tuo cuore, mi serve (giugno 2012) e Fog Theatre (novembre 2012).  E’ autore e interprete di apprezzati video comici a sfondo sociale per youtube. Collabora con il Fatto Quotidiano.it












Puggili


Di Alessandro Canale
con Antonello Avallone e Patrizia Ciabatta
Regia Antonello Avallone
Prodotto da Compagnia di Prosa “IL PUNTO” 
responsabile organizzativa Red Bodò 349/7876294

Durante l’incontro per il titolo italiano dei pesi medi, un pugile rivive, attraverso i ricordi del suo sanguigno allenatore Artemio e della giovane e intraprendente moglie Moira, tutte le tappe che lo hanno condotto a quel momento così importante della sua carriera. Dalla palestra frequentata da ragazzino dodicenne, alla sua prima esperienza amorosa, ai conflitti tra le due persone più importanti della sua vita. Infatti i veri pugili sono proprio Artemio e Moira che da più di dieci anni combattono tra di loro nel tentativo di ottenere il potere assoluto su di lui.
Un testo mozzafiato, senza un attimo di pausa, dove risalta la bravura dei due interpreti ed una regia di grande atmosfera.
Uno spettacolo dai contenuti  fondamentalmente drammatici che non rinuncia, grazie a situazioni tragicomiche e  ad un coloratissimo dialetto romanesco, a numerosissimi momenti di comicità. La doppia “g” del titolo è lì proprio a sottolineare l’ambientazione nella periferia della Capitale.







CIRCE La figlia del Sole


Dramma Satiresco di  Ettore Romagnoli
Adattamento e Regia  Vito Cesaro
Con Eva Grimaldi, Vito Cesaro, Massimo Pagano, Claudio Lardo e  Eduardo Di Lorenzo
Musiche Massimo Pagano
Coreografie Marina Ansalone
Scene e Costumi Luca De Nicola
Prodotto da Assoteatro- sede legale : Via G.Carducci,54-84092 – Bellizzi (SA) P.iva 04758460655
mail: assoteatro2013@libero.it  tel/fax : 0828.51960
disponibile da luglio 2013
                                                                                 

Circe (Eva Grimaldi) è una dea della religione greca, figlia del Sole e  vive nell'isola di Eea. L'isola è coperta da una  fitta vegetazione, sembra disabitata. Ercole e il suo fido compagno Cercopo ( Vito Cesaro) scendono dalla nave per  riposarsi al fresco dei baobab  ma non riescono a chiudere occhio  a causa di alcune presenze strane:dei porci che parlano. Durante la permanenza sull’isola Ercole e Cercopo scopriranno, grazie a delle informazioni date da un porco Filosofo, che quei ciacchi sono degli uomini trasformati dalla maga . I due apprenderanno che la Dea attrae a se tutti gli uomini grazie alla sua bellezza e alla sua simpatia, nessuno può resistere al suo fascino, tutti cadono nelle trame della maga ma, nonostante tutto, Ercole non vuole dare ascolto al filosofo e intende intraprendere una nuova avventura,nonostante le insistenze di Cercopo a fuggire e lasciare l’isola. Ercole impavido,forte per aver sconfitto i Centauri, Cerbero e l’idra Lernea  decide di affrontare Circe per salvare tutti coloro che sono stati trasformati in maiali. Purtroppo le cose andranno diversamente e in una serie di rocambolesche situazioni ai limiti della farsa nuda e cruda,come accade in quasi tutte le commedie classiche, spetterà al compagno furbo risolvere la situazione. Ovviamente non vi dirò come!
Questo dramma Satiresco,rappresentato per la prima volta al Carlo Felice di Genova nel 1924 è stato scritto da Ettore Romagnoli  grecista e letterato italiano, docente universitario  a Catania, Roma e Milano. Divenne celebre come saggista e critico letterario, traducendo con grande perizia critica varie opere greche tra cui, le tragedie di Euripide, Eschilo e Sofocle, le commedie di Aristofane, l'Iliade e l'Odissea di Omero. Il lavoro originario era titolato ” La Figlia del Sole”  e come altri testi teatrali del primo 900 era scritto in rime. Il lavoro di adattamento, nel rispetto del testo originario, lo ha reso più scorrevole,veloce,con battute comiche a chiusura che ne spostano l’asse da dramma in rime  a commedia brillante - comica. I personaggi della commedia sono particolari,divertenti,caratterizzati e per certi versi surreali. Si muoveranno in una scena sfavillante  e  colorata. Le scene sono realizzate da Luca De Nicola ,i costumi curati da Peppe Volturale e le musiche  da Massimo Pagano. Mi sembra di non aver dimenticato niente, se l’ho fatto mi scuserete. Che dire ancora… Buon divertimento.
VITO CESARO